Monica Vitti, la regina dai mille volti: nel giorno della sua nascita, il ricordo di un’icona senza tempo.

Dalla musa dell'incomunicabilità alla regina della commedia.
Il
3 novembre 1931
nasceva a Roma
Maria Luisa Ceciarelli, un nome che al grande pubblico dice poco, ma che racchiude l’essenza stessa del cinema italiano. Con lo pseudonimo di
Monica Vitti, quella ragazza romana sarebbe diventata un’icona globale, una delle attrici più straordinarie e versatili della nostra storia cinematografica. Scomparsa
il 2 febbraio 2022, oggi la ricordiamo nel giorno del suo anniversario di nascita: un’occasione per celebrare un talento unico, capace di graffiare l'anima e, un attimo dopo, far ridere a crepapelle.
La carriera di Monica Vitti è un viaggio artistico diviso magistralmente in due anime, entrambe indimenticabili:
Il sodalizio con Antonioni: Monica divenne il volto simbolo del cinema d'autore internazionale grazie a Michelangelo Antonioni. Per il regista fu musa e compagna, dando corpo e voce alla celebre "tetralogia dell'incomunicabilità". Film come L'avventura (1960), La notte (1961), L'eclisse (1962) e Deserto rosso (1964) hanno impresso il suo sguardo magnetico e malinconico nella storia del cinema mondiale.
La svolta brillante: Con una metamorfosi straordinaria, la Vitti seppe spogliarsi dei panni drammatici per diventare l'unica, vera "regina" della commedia all'italiana, capace di reggere il confronto con mostri sacri come Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi, Giancarlo Giannini e l'amatissimo Alberto Sordi, a cui la legò una storica e profonda amicizia.
I capolavori pop e i grandi trionfi.
La sua ironia travolgente e la sua voce roca inconfondibile hanno dato vita a pellicole cult rimaste impresse nell'immaginario collettivo:
- La ragazza con la pistola (1968): Diretto da Mario Monicelli, il film le valse il suo primo David di Donatello come migliore attrice protagonista, consacrandola nel genere brillante.
- Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) (1970): Un capolavoro di Ettore Scola dove la Vitti brilla per i tempi comici perfetti.
- Polvere di stelle (1973): Al fianco di Alberto Sordi, in una delle vette artistiche della sua carriera.
Una bacheca ricchissima ha coronato il suo immenso talento: nel corso della sua vita ha collezionato ben cinque David di Donatello come migliore attrice protagonista,
fino al prestigioso
Leone d’oro alla carriera ricevuto alla
Mostra del Cinema di Venezia nel 1995.
Vita privata e il commovente addio alle scene.
La vita sentimentale di Monica Vitti è stata intensa e legata a doppio filo con l'arte. Dopo la celebre storia con Antonioni, ha trovato l'amore della vita nel fotografo e regista Roberto Russo. I due, legati per decenni, si sono sposati nel 2000.
Proprio nei primi anni 2000, l'attrice si è vista costretta a ritirarsi definitivamente dalle scene a causa di una dolorosa malattia degenerativa. Russo le è rimasto accanto con dedizione e riservatezza assoluta fino agli ultimi istanti.
Oggi, a quattro anni dalla sua scomparsa e a novantacinque dalla sua nascita, Monica Vitti resta un faro insostituibile: un'artista immensa che ha dimostrato al mondo come le donne, al cinema, potessero far pensare, emozionare e, soprattutto, far ridere come nessun altro.
Foto tratte e scattate all'esposizione a lei dedicata dal titolo "La Dolce Vitti", la grande mostra fotografica e multimediale che ha reso omaggio alla sua versatilità, alla diva, all’attrice e alla donna "Monica Vitti", organizzata da Luce-Cinecittà presso il Teatro dei Dioscuri al Quirinale.










