Tra mito e materia: l'eleganza delle forme e l'incanto del racconto visivo. il viaggio artistico di Silvia e Liana Girlanda

Gemelle nell'arte: Silvia e Liana due percorsi paralleli tra il richiamo del mito e la forza della materia.
Nel vasto panorama dell'arte contemporanea, la sinergia espressiva delle gemelle
Silvia e Liana Girlanda
rappresenta un affascinante caso di complementarità visiva. Pur muovendosi su binari stilistici e tecniche differenti, entrambe le artiste condividono una rara sensibilità nel cogliere l'essenza intima delle cose e delle persone, traducendola in opere che catturano e fermano il tempo. Oggi questa straordinaria sintonia trova una vetrina d'eccezione: le loro opere sono infatti
in esposizione presso il Polo Museale degli Sport da Combattimento
(Polo Museale Matteo Pellicone di Ostia), come parte integrante della prestigiosa mostra collettiva dedicata al tema del
“Gioco”, ideata e presentata dall'Architetto Livio Toschi.
Silvia Girlanda: La Maestria del Rilievo e il Sigillo della Storia, passando per il mito.
Il percorso artistico di
Silvia Girlanda
affonda le sue radici in una solida e prestigiosa formazione, segnata da un significativo
trascorso presso la Zecca dello Stato. Questa esperienza le ha permesso di affinare una tecnica minuziosa, dove la precisione millimetrica incontra la libertà della visione scultorea.
Specializzata nella realizzazione di pregiati bassorilievi, Silvia riesce a infondere calore e dinamismo alla materia. La sua eccezionale maestria ha trovato una perfetta consacrazione nella creazione del prestigioso Premio Fijlkam Arte, opera ufficialmente consegnata proprio all'interno del Polo Museale di Ostia nella giornata del 21 ottobre 2026.
Nelle opere esposte per l'occasione – raccolte sotto il suggestivo titolo di “Aquiloni - Giocare con il vento” – emerge la cifra più intima della sua produzione:
i volti, i corpi e le forme femminili da lei scolpiti evocano una grazia e una raffinatezza uniche, che costituiscono l'emblema dell'eleganza tipica di tutti i suoi lavori. Attraverso un sapiente uso della terracotta e di inserti cromatici vivaci, Silvia modella figure sospese che sembrano rincorrere la libertà dei sogni e il movimento dell'aria. La superficie scolpita non si limita a decorare, ma racconta storie attraverso una studiata alternanza di luci e ombre, celebrando i valori della cultura, della memoria e dello sport con un'eleganza formale senza tempo.
Ma la firma di
Silvia Girlanda è impressa in modo indelebile anche nella storia della numismatica e della medaglistica italiana: la sua maestria nel bassorilievo è stata infatti prestata alla realizzazione di importanti e celebri emissioni commemorative. Tra i suoi capolavori si distinguono i magnifici coni dedicati a giganti della storia e della cultura come
Ludwig van Beethoven,
Pietro Mascagni, il Presidente
Sandro Pertini, ma anche a maestri universali dell'arte e del cinema del calibro di
Caravaggio,
Vincent van Gogh e
Federico Fellini. Ogni rilievo, pur nello spazio millimetrico di una moneta o di una placchetta, riesce a sprigionare una monumentalità straordinaria.
Se Silvia modella lo spazio attraverso il rilievo e la materia, la gemella
Liana Girlanda
sceglie la complessa via della superficie bidimensionale per esplorare l'universo umano. Con alle spalle un solido background accademico, che l'ha vista formarsi anche presso la Sapienza Università di Roma, Liana ha orientato la sua ricerca focalizzandosi prettamente sul
genere del ritratto.
Liana Girlanda: l'anima oltre lo sguardo, tra icone del cinema e giganti della cultura.
Dipingere o disegnare un volto non significa semplicemente riprodurne i tratti somatici, e Liana lo sa bene. La sua straordinaria abilità risiede proprio nel superare la barriera della pura estetica per catturare lo sguardo e la fisionomia profonda di chi posa per lei. Questa spiccata sensibilità psicologica ha trovato un canale d'elezione privilegiato nel mondo dello spettacolo e delle arti: le sue opere e i suoi ritratti hanno fatto da raffinata cornice visiva alle celebrazioni e alle premiazioni del mondo del cinema, dialogando intimamente con la storia della nostra cultura.
Attraverso i suoi pregevoli lavori, Liana ha saputo immortalare l'iconicità e l'umanità di volti indimenticabili. Tra le sue realizzazioni più celebri si distinguono i ritratti dedicati a giganti del grande schermo come
Alberto Sordi,
Gigi Proietti,
Monica Vitti,
Claudia Cardinale,
Vittorio Gassman e
Marcello Mastroianni, fino all'intensità neorealista di
Anna Magnani. La sua indagine pittorica non si ferma alla settima arte, ma spazia con la stessa forza espressiva nella musica, celebrando la poesia di
Lucio Battisti e
Fabrizio De André, attraversando la complessità intellettuale di
Pier Paolo Pasolini e toccando le vette della spiritualità con il volto simbolo di
Madre Teresa di Calcutta (solo per citarne alcuni). I suoi ritratti diventano così specchi dell'anima, capaci di restituire al pubblico non solo l'icona, ma l'essere umano in tutta la sua vibrante autenticità.
Due anime, un'unica grande visione.
Ciò che rende straordinaria la produzione delle sorelle Girlanda è proprio questo continuo e profondo gioco di rimandi. Da un lato, la scultura di Silvia dà corpo, peso e concretezza alla celebrazione artistica, imprimendo nel
bronzo, nella
terracotta, negli acquerelli, nel disegno, nella grafica
fino ai
gioielli ma soprattutto nel rilievo la memoria del gesto; dall'altro, il segno di Liana con i suoi
gessetti colorati che rappresentano il mezzo espressivo più ricorrente e caratteristico della sua produzione, impiegati per realizzare minuziosi ritratti figurativi,
il cartoncino e
l'olio su tela
scava nell'interiorità, liberando lo spirito e l'emozione trattenuta nei volti.
Le loro opere, pur così diverse nella forma, dialogano come due voci della stessa melodia. Quello delle
sorelle Girlanda è un invito a guardare oltre: oltre la durezza della materia scolpita, oltre la superficie di un volto noto, per riscoprire in entrambe le forme l'essenza più pura e vibrante dell'esperienza umana. Due eccellenze che continuano a lasciare un segno profondo, luminoso e indelebile nel panorama dell'arte contemporanea.










